Firenze e l'arte del gioiello
Dove arte e mestiere parlano la stessa lingua
A Firenze, per secoli, pittori, scultori, architetti, orafi, incisori e maestri della pietra hanno lavorato nelle botteghe: luoghi in cui il sapere passava da una mano all'altra e la materia poteva trasformarsi in qualcosa destinato a sopravvivere al tempo.
Nel Rinascimento la distanza tra artista e artigiano era molto più sottile di quanto immaginiamo oggi. Prima ancora di essere luoghi di commercio, le botteghe erano luoghi di conoscenza: si imparava osservando, si disegnava, si incideva, si fondeva, si cesellava, si sperimentava. La mano imparava a trasformare un'idea in materia, e la materia in bellezza.
Sotto i Medici, Firenze divenne uno dei grandi laboratori artistici d'Europa. La corte commissionava dipinti, sculture, architetture, oggetti preziosi e straordinarie lavorazioni di pietre e metalli. Arte e artigianato non appartenevano a mondi separati: erano parti dello stesso linguaggio.